Chi avrebbe mai pensato che un Riesling al 100% senza alcol potesse sorprendere un esperto sommelier? Questo è proprio ciò che accade con il Steinbock Zero, un vino che si nasconde dietro l’etichetta di un “Riesling Pas Dosé”, creando un perfetto equivoco.
La bottiglia, acquistata per caso in una grande enoteca, promette freschezza, mineralità e quelle caratteristiche tipiche dei Riesling tedeschi. Un sorso dopo l’altro, il vino si rivela piacevole e ben equilibrato, come se non ci fosse nulla di strano. Ma poi arriva il colpo di scena: alzando la bottiglia per leggere la retroetichetta, la parola “Zero” si rivela essere sinonimo di zero alcol.
Dietro a questa creazione c’è Martin Foradori, una figura di spicco nel mondo della vinificazione altoatesina.
Il fascino dei dealcolati sta proprio in questa possibilità di giocare con il gusto, di esplorare nuove frontiere senza compromessi sul sapore. Un goccio di vodka e una fetta di limone, ed ecco che il “Riesling Zero” diventa un cocktail originale, magari per un aperitivo all’aperto. La lezione? Se non si cerca alcol, ma si vuole comunque divertirsi con il gusto, i dealcolati come il Steinbock Zero sono una risposta elegante e sorprendente.

