Si chiamano vini no e low alcol: sono i prodotti con contenuto in alcol rispettivamente inferiore allo 0,5% o compreso tra lo 0,5 e il 9%, ottenuti sottoponendo il vino al processo di rimozione fisica dell’alcol, non sono affatto altrettanto privi di zuccheri. O meglio, hanno un vantaggio oggettivo rispetto all’alcolico a cui siamo abituati, ma se si ci si trova a seguire un regime restrittivo per ragioni di diabete, ad esempio, è bene fare attenzione.
La fiera internazionale Prowein di Düsseldorf ha dedicato nel marzo 2024 un’intera area a questi prodotti e organizzato World of Zero, un banco di assaggio dove i visitatori potevano trovare e testare 167 vini dealcolizzati bianchi, rossi, rosati, spumanti e frizzanti.
Di fronte a un’offerta che comincia a essere varia anche le fasce di prezzo sono diverse e vanno dai 5 euro a bottiglia, per prodotti adatti ad esempio a essere utilizzati nella produzione dei cocktail analcolici, a bottiglie che arrivano anche a 28 euro e che sono proposte e ricercate nella ristorazione.
Normale quindi chiedersi cosa si cela dietro queste fantastiche proposte che promettono tutto il gusto di quelle tradizionali ma con il vantaggio di poter essere consumate in tutta sicurezza e quindi con benefici a tutto campo per la salute (e c’è chi sostiene anche per l’ambiente, ma su questo aspetto torneremo).
Senza l’alcol ma con gli zuccheri
Per bilanciare la maggiore percezione di acidità che si manifesta una volta tolto l’alcol e al tempo stesso restituire ai vini le sensazioni di morbidezza e volume legate all’alcol, i vini dealcolati presentano un contenuto in zuccheri che spesso si avvicina e talvolta supera i 40 g/l. Un valore non basso che in alcuni ha suscitato preoccupazione e che tuttavia è di molto inferiore a quello dei soft drink come la Coca-Cola o la maggior parte dei tè in lattina (che ne hanno circa 100 grammi per litro). La presenza degli zuccheri, che per legge non possono essere saccarosio ma devono essere derivati dall’uva e quindi mosto concentrato o mosto d’uva, è inoltre fondamentalmente una scelta di stile e di gusto.
Anche alcuni vini frizzanti e aromatici, soprattutto in Germania, hanno un contenuto più elevato di altri, mentre tra i prodotto low e no alcol vi sono anche prodotti francesi e italiani che vanno dai 20 g/l di zucchero fino anche a soli 2-3 g/l.
Un bilancio comunque molto positivo
In un bilancio tra i rischi legati agli zuccheri aggiunti, per i quali l’Oms suggerisce comunque di ridurre il consumo e quelli dovuti all’alcol, tuttavia è evidente che i vini senz’alcol, rispetto agli alcolici, soddisfano le necessità delle persone che sono alla ricerca di un consumo più sano. E comparando i valori energetici il bilancio continua a dare risultati simili: 100 ml di un vino con 12 gradi alcolici apporta 66 kcal, un vino senz’alcol con 20 g/l di zuccheri arriva a 8 kcal e uno con 40 g/l a 16 kcal.
Il rapporto resta vincente, anche se come per tutti gli alimenti non si deve mai esagerare nel consumo oltre i limiti del buon senso.

