Astemi. Ancora percepiti come outsider, ma sempre più centrali nei consumi e nella socialità.
Per anni, chi non beveva alcol veniva relegato in una zona grigia: “guidi?”, “sei in dieta?”, “sei incinta?”. Oggi non è più così. Una crescente fetta di popolazione, soprattutto tra Gen Z e Millennials, sceglie consapevolmente di non bere, per motivi di salute, benessere, attenzione mentale o semplicemente preferenze personali.
Secondo una ricerca dell’IWSR, il 23% dei giovani adulti nei mercati occidentali si definisce “non drinker” abituale. Un dato confermato anche da Deloitte nel suo Consumer Report: la sobrietà, più che una rinuncia, sta diventando un valore culturale.
Eppure, i consumatori astemi restano spesso esclusi dall’esperienza del “bere bene”: cocktail banali, bibite zuccherate, poca attenzione alla presentazione e alla varietà. È un’occasione mancata per il mercato.
La vera sfida? Offrire anche a loro qualcosa di speciale, elegante, piacevole da condividere.
Mocktail curati, bollicine zero alcol con bouquet raffinati, bitter analcolici pensati per aperitivi e pairing: è il momento di costruire un’offerta realmente inclusiva.
Per i brand più lungimiranti, questa è una chiamata all’azione: intercettare nuovi segmenti, ripensare il linguaggio dell’accoglienza, e promuovere una socialità dove tutti si sentano rappresentati – anche chi non beve.
Gli astemi non sono un’eccezione. Sono il futuro, e hanno molto da festeggiare e brindare. Rigorosamente NOAL.

