Il brunch si rinnova. La tendenza? Gusto pieno, zero alcol.
Per molti il brunch è diventato un rito del weekend: piatti sfiziosi, orari flessibili, atmosfera rilassata. Ma anche in questo contesto, qualcosa sta cambiando. Sempre più locali e consumatori stanno ripensando le bevande da abbinare: si cerca il piacere, sì, ma con meno alcol o senza alcol del tutto.
La nuova frontiera? Mocktail studiati per valorizzare il cibo, kombucha aromatici, soft drink fermentati, infusioni home made o mix no/low alcol capaci di stupire.
Secondo il rapporto IWSR 2024, il segmento no/low alcohol continua a crescere (+7% in Europa), e il consumo si concentra proprio nei momenti di socialità informale, come aperitivi e brunch.
A trainare questa rivoluzione del bicchiere è la voglia di sentirsi bene, anche dopo aver mangiato: il brunch infatti spesso arriva dopo una settimana intensa, e i consumatori iniziano a preferire soluzioni che non appesantiscano, che non provocano sonnolenza o postumi fastidiosi, ma che mantengano gusto e appagamento.
Un esempio concreto?
Al posto del classico Bellini, un long drink a base di pesca bianca, tè nero freddo e bitter analcolico. Oppure: acqua aromatica alla salvia con lime e cetriolo, servita con un pizzico di zenzero. Ma anche cocktail low a base di vermouth leggero, tonica botanica e un twist di agrumi. Il tutto abbinato a piatti come pancake proteici, bowl di frutta, toast con hummus o uova bio.
Il risultato è un brunch più smart, più fresco, più attuale — dove il piacere non viene sacrificato, ma reinventato.
E per chi è attento alla linea, alla lucidità o semplicemente al benessere, è un’occasione per scoprire che si può gustare molto… bevendo meno.

