Il mercato delle bevande no/low alcoliche sta vivendo una crescita straordinaria a livello globale.
Secondo i dati del IWSR (International Wine & Spirits Research), negli Stati Uniti, uno dei mercati più avanzati in termini di tendenze, le vendite di queste bevande sono aumentate del 34% tra il 2020 e il 2022, con una spinta significativa post-COVID-19.
Dagli Stati Uniti all’Australia
Il fenomeno non si limita agli Stati Uniti, ma coinvolge anche i principali mercati globali, inclusi il Regno Unito, la Germania e l’Australia. Si prevede che il mercato mondiale della dealcolizzazione raggiunga i 30 miliardi di dollari entro il 2025, con una crescita annuale stabile del 6% e un incremento di oltre 4 miliardi di dollari entro il 2028.
A guidare questa evoluzione sono principalmente le bevande analcoliche, che cresceranno del 7%, attirando nuovi consumatori, in particolare tra i giovani.. Il crescente interesse per alternative alcoliche di alta qualità e con un profilo gustativo ricco sta stimolando i produttori a innovare, alzando l’asticella per soddisfare le nuove richieste dei consumatori.
Anche il settore horeca tra i protagonisti
La sfida per le aziende è quella di mantenere alto il livello qualitativo, mirando a un pubblico giovane, dinamico o comunque più attento alla salute e al benessere. Questo dato è testimoniato da un aumento delle vendite non solo nei consumi privati, ma anche nel settore horeca (hotel, ristoranti e locali), dove i consumatori stanno cercando sempre più bevande di qualità a basso o nullo contenuto alcolico, spingendo le aziende a diversificare la loro offerta.
Secondo un rapporto piu recente di IWSR Drinks Market Analysis (2024) si prevede che oltre il 35% dei consumatori della Gen Z darà priorità alle bevande salutari. Un trend che non riguarda soltanto il vino, ma anche prodotti come le birre, gli spirits (come il gin ad esempio) e bevande ready to drink o cocktail nei quali il vino analcolico è presente nella lista degli ingredienti.

