In Italia, sebbene il mercato delle bevande no/low alcol rappresenti ancora una fetta ridotta rispetto ai consumi tradizionali, la domanda è in forte espansione.
Nel 2023, il Nomisma Wine Monitor ha registrato una crescita annuale di circa il 10% per le bevande dealcolate, con il 36% dei consumatori italiani interessati a provarle. Il trend è destinato a rafforzarsi, anche grazie a politiche legislative favorevoli che permetteranno alle cantine italiane di produrre e vendere vini dealcolati.
L’Italia è quindi pronta ad adattarsi a un mercato che si fa sempre più internazionale, puntando su un pubblico che include non solo gli astemi, che si stimano essere almeno il 25% della popolazione (dati Istat) ma anche coloro che per motivi di salute, sicurezza o stile di vita più sano cercano un’alternativa equilibrata.
Le bevande no/low o i “quasisenza” stanno rivoluzionando il settore, grazie anche a una qualità crescente frutto dell’innovazione e che punta a soddisfare i palati più esigenti.
Oggi, molte cantine e produttori di spirits stanno utilizzando tecniche sempre più avanzate di fermentazione e invecchiamento e privilegiano uve pregiate e ingredienti botanici anche esotici.
Questi nuovi approcci garantiscono una complessità e una profondità di gusto mai viste prima, elevando l’esperienza di consumo delle bevande senza alcol. Nei casi più eccellenti, la produzione si fa anche più sostenibile, con l’adozione di metodi che riducono l’uso dell’acqua e l’impiego di imballaggi ecologici. Questa ricerca di gusto e qualità sta quindi danno vita a prodotti che non solo soddisfano i gusti raffinati, ma che sono anche più responsabili dal punto di vista ambientale.

